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15/07/2008

Proposte per la manovra finanziaria 2009-2011 ambito sanitario

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Tribunale per i diritti del malato
Coordinamento nazionale associazioni malati cronici

Proposte per la manovra finanziaria 2009-2011 ambito sanitario

Roma, luglio 2008

PREMESSA

In vista della prossima manovra Finanziaria 2009-2011, Cittadinanzattiva, attraverso le reti del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale associazioni malati cronici, intende porre all’attenzione del Parlamento e del Governo le proprie proposte in campo sanitario.

Tali istanze rappresentano una possibile risposta alle necessità reali e quotidiane dei tanti cittadini che si rivolgono ogni giorno a Cittadinanzattiva , nonché delle 140 associazioni di pazienti che ad essa aderiscono.


IL CONTESTO

La prossima manovra Finanziaria, così come prospettata dall’attuale Governo, pianificando la politica economica (e non solo) dei prossimi tre anni, inciderà in modo consistente e nel lungo periodo nella vita dei cittadini.

In tal senso, Cittadinanzattiva ritiene che la manovra debba fornire le giuste risposte alle tante questioni da troppo tempo rinviate, e che non possono essere ulteriormente posticipate per altri tre anni.

E’ necessario quindi che la fase di approvazione dei testi normativi concernenti la futura politica economica sia oggetto di ampia discussione, innanzitutto in Parlamento (come previsto dalla Costituzione Italiana), ma anche con i soggetti ad esso esterni, rappresentativi allo stesso modo delle necessità della Cittadinanza.

Le grandi questioni da affrontare, che sono segnalate quotidianamente dai cittadini alla nostra Organizzazione sono:

  • la ricostituzione del Ministero della Salute quale soggetto autonomo e non accorpato ad altri Ministeri, con funzioni di indirizzo e coordinamento rispetto alle politiche regionali, nonché garante dell’effettivo ed uniforme rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza in tutte le Regioni;
  • il federalismo sanitario, fonte per i cittadini di gradi diversificati di accesso alle cure (in quantità e qualità) da Regione a Regione, in particolar modo per quelli che stanno adottando i Piani di Rientro, dando luogo a 21 differenti Servizi Sanitari Regionali;
  • le liste di attesa come principale ostacolo per i cittadini nell’accesso alle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, come limitazione dell’effettiva applicazione e fruizione dei Livelli Essenziali di Assistenza, nonché fonte di costi per i cittadini che sono costretti a ricorrere all’intramoenia e/o al privato;
  • la revisione/integrazione dei Livelli Essenziali di Assistenza previsti dal D.P.C.M. 29 novembre 2001 (pubblicato nel S.O. n. 26 alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002).
    Il tempo ormai trascorso dalla loro approvazione (più di 6 anni) e il contestuale progresso scientifico e tecnologico, nonché i costi che sono costretti a sostenere i cittadini per le prestazioni non garantite quali ad esempio l’odontoiatria e l’assistenza farmaceutica per le patologie rare, ne impongono l’immediata modifica/integrazione;
  • la revisione/integrazione dell’elenco delle patologie croniche invalidanti previsto dal D.M. 28 maggio 1999, n. 329 ”Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche e invalidanti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 29 aprile 1998 n.124.”;
  • la revisione/integrazione dell’elenco delle patologie rare previsto dal Decreto 18 maggio 2001, n.279 “Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124.” (GU n. 160 del 12-7-2001- Suppl. Ordinario n.180). Attualmente esistono alcune malattie rare ancora non riconosciute nel suddetto elenco, con la relativa mancata esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni atte alla diagnosi e monitoraggio della stessa patologia; a ciò deve essere aggiunto l’altro importante vuoto assistenziale rappresentato dalla mancata garanzia da parte del SSN dell’assistenza farmaceutica necessaria per la cura e il controllo delle complicanze della patologia. Rispetto all’assistenza farmaceutica è necessario promuovere la ricerca sia pubblica che privata per garantire quelle fasce dio paziente la cui terapia è rappresentata dai cosiddetti farmaci orfani;
  • nell’ambito dell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza è necessario garantire la revisione/integrazione del Nomenclatore Tariffario delle protesi di cui al D.M. 27 agosto 1999 n. 332, garantendo criteri di appropriatezza, personalizzazione, qualità e innovazione; alcune patologie croniche e rare come ad esempio le “Malformazioni anorettali – atresia anale” necessitano di dispositivi ancora non garantiti dal SSN, altre necessitano di dispositivi personalizzati e maggiormente appropriati alla specifica patologia, in alcuni casi anche di migliore qualità (es. pannoloni) e che non sono garantiti specificatamente dallo stesso Decreto. Nel primo caso i pazienti ne sostengono interamente i costi, nel secondo caso sostengono la differenza di prezzo tra il dispositivo di cui necessitano e quello garantito dal SSN;
  • l’istituzione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIVEAS) al fine garantire adeguate ed uniformi livelli assistenza sociale in tutto il territorio nazionale, inoltre in grado di integrarsi con le prestazioni di carattere strettamente sanitario, in modo da rispondere in modo più completo alle esigenze dei pazienti in particolari di quelli cronici con ridotta capacità di compiere gli atti quotidiani della vita;
  • il potenziamento della medicina del territorio al fine di renderla il secondo pilastro della sanità italiana, in grado di rispondere 24h al giorno e 7 giorni su 7 alle esigenze specifiche e personalizzate dei cittadini, in particolare di quelli affetti da patologie croniche e rare; abbandonando la concezione del presidio ospedaliero come epicentro del SSN, ma al contrario identificandolo come il luogo preposto alla cura delle situazioni acute della patologia e come reale centro di eccellenza e ricerca, dal quale dimettere pazienti che avranno la possibilità e il diritto di vedere garantito il principio della continuità assistenziale, attraverso la presa in carico delle strutture extraospedaliere come: RSA, Lungodegenza, riabilitazione, Assistenza sanitaria domiciliare, medicina di base, etc… In tal senso la medicina del territorio dovrà rappresentare per i cittadini il primo canale di accesso al SSN, in grado di fornire le prestazioni sanitarie adeguate (in quantità e qualità) al bisogno di salute dei pazienti, in particolare di quelli cronici, nonché di evitare quel fenomeno al quale sono costretti attualmente a ricorrere i cittadini dell’accesso diretto (quindi inappropriato) al Pronto Soccorso, con contestuale spreco di risorse;
  • la gestione del paziente affetto da patologia cronica attraverso una medicina sempre più d’iniziativa e basata sulla promozione delle attività prevenzione quali ad esempio gli stili di vita corretti, sull’integrazione del percorso ospedale – territorio senza incorrere nella frammentazione dei percorsi, sull’integrazione multidisciplinare dei professionisti del SSR, sulla valutazione multidimensionale del bisogno, sulla promozione di momenti formativi per i pazienti in modo da renderli esperti nella gestione della patologia, sulla formazione dei MMG rispetto alle cronicità, sulla definizione di percorsi diagnostico-terapeutici, sul raccordo tra la medicina

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