08/06/2007
È passato più di un anno dall’approvazione
della Legge 80 |
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passato più di un anno dall’approvazione della Legge 80
per la semplificazione dei percorsi di riconoscimento dell’invalidità civile
ed handicap e stiamo ancora aspettando che i Ministeri della salute
e dell’economia
stabiliscano con un decreto le patologie e le menomazioni rispetto alle
quali i cittadini saranno esclusi dagli accertamenti di controllo e di
revisione.
In attesa che si rendano applicabili i benefici della Legge, Cittadinanzattiva
ha attivato una ricognizione all’interno delle Regioni italiane per
comprendere il livello di implementazione della norma al livello regionale. Crediamo sia sempre più importante, infatti,
comprendere e fotografare quali siano le modalità e i tempi di
attuazione di una legge nazionale al livello territoriale, poiché da
questo dipende l’effettiva
esigibilità dei diritti e le capacità di tutela del singolo
cittadino.
E sapete che cosa ne è emerso?
Alcune regioni hanno dato seguito alla normativa nazionale, intervenendo
e semplificando le procedure di accesso e riconoscimento dell’handicap
e dell’invalidità ma una Regione, secondo il principio
di sussidiarietà, è andata ben oltre la mera applicazione
della Legge, colmando un vuoto: quello della mancanza di attuazione
dell’elenco di patologie croniche. La regione Umbria, volendo rendere applicabile
anche il comma in questione ed in considerazione dell’aumento di segnalazioni da parte di cittadini
che ne chiedevano il rispetto, ha approvato con la delibera regionale
n.1110 del 28/06/2006 un suo primo elenco, contenente una serie di patologie
stabilizzate o ingravescenti come la malattia di Alzheimer e la demenza
grave, la grave insufficienza respiratoria totale, l’insufficienza
mentale grave, paraplegie, ecc.
Di conseguenza, da quasi un anno, i cittadini
umbri che sono affetti dalle patologie croniche contenute nell’elenco e che hanno ottenuto
il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, hanno
diritto ad essere esclusi dagli accertamenti di controllo e di revisione.
Possiamo considerare questo un grande passo di
civiltà e di tutela
dei diritti dei cittadini e ci auguriamo che i Ministri sappiano recuperare
in fretta il loro ruolo di coordinamento e di indirizzo, cogliendo le
buone prassi di coloro che hanno saputo fare fronte all’incompleta
attuazione di principi normativi nazionali, ed evitando che ogni singola
regione attui il proprio elenco, rischiando in questo modo di creare
sul territorio 21 registri diversi e quindi un differente accesso ai
benefici da parte dei cittadini.
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un sogno è qualcosa
in cui credere. Un valore è qualcosa per cui combattere.
AINAD
La vita è il nostro valore, la felicità è il nostro
sogno.
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